Archivio per Backgammon Interviste

Intervista#4 – Sergio Cadorini

Alla vigilia della stagione 2009/2010 tornano le nostre interviste, quarto appuntamento dedicato a Sergio Cadorini.

D: Sergio Cadorini, non ti offendi vero se ti definisco il nonno del backgammon Udinese?
R: Forse non solo Udinese.
D: Come è nata questa passione?
R: Da bambino lo giocavo con mia madre ed altri amici e parenti. Ho riscoperto il BG quando è nato a Udine il nostro Club.
D: Il backgammon nella famiglia Cadorini: pare sia una malattia contagiosa…
R: Con mio figlio Bruno lo giocavo già parecchi anni or sono, con mio nipote Dario da un paio d’anni. Mia moglie, a forza di sentir nominare il BG, se ne è accostata a poco a poco.
D: Ti conosciamo tutti in ambito backgammonistico (ndr Campione Regionale 2004), un vero gentleman al tavolo ed un avversario difficile per chiunque…qualcosa sul Cadorini di tutti i giorni (passioni, impegni, lavoro…)?
R: Troppo buono. Mi sono sempre interessato di tutto e di tutto il mondo (“non ci sono limiti alla provvidenza Cadorina”). Musica, teatro, cultura, sport…sono diventato un referente politico per tutti questi addetti ai lavori e pratico tuttora la politica perchè la politica è necessaria. Quasi dimenticavo: di mestiere ho fatto, bene (lo hanno detto gli altri), il pediatra.
D: Sei molto attivo nella comunità euit on line. Quali le differenze con il torneo live e quale dei due preferisci?
R: Preferisco il contatto umano diretto. Trovo comodo, però, l’indicazione dei punteggi in corso di partita che offre l’online.
D: Quando dopo un sorteggio pensi “Porca miseria, proprio con lui…” a chi ti riferisci?
R: No. Mi dico invece: “ma guarda che fortuna che un mio pari grado gioca ora con un concorrente debole per effetto del sorteggio”. Se devo individuare avversari forti allora i temibili sono parecchi fra noi.
D: Chi è invece l’avversario con il quale giochi più volentieri?
R: Ci sono parecchi che esprimono simpatia giocando.
D: In quanto medico non credo tu ti faccia mancare le analisi del dott. Gnu BG o sbaglio?
R: Guardo sempre il punteggio (deluso quando sono sotto i 1800), ma non sempre rivedo le partite.
D: Come la prendi quando vedi numeretti rossi o quelle evidenze gialle (ndr: errori più gravi di mossa e di cubo)?
R: Se sono sorpreso mi dico: “quanto ho ancora da imparare”.
D: Il Backgammon a Udine. Secondo te come sta andando e dove si può migliorare?
R: Ho da fare quasi tutte lodi. E’ difficile fare proselitismo. Forse si potrebbe cercare di incontrarsi con altri club della regione (a Trieste, vicino al municipio, c’è una trattoria condotta da greci dove fanno tornei di tavli, è il nome del BG che anch’io conoscevo da piccolo, cui partecipano anche greci e turchi: si potrebbe cercare un contatto, magari in occasione del torneo di Natale).
D: Chi sono, secondo te, i favoriti per il titolo? Tanto lo pubblichiamo on line e tutti i nominati avranno modo da casa di fare gli scongiuri preferiti…
R: Francesco Zecchini era il mio favorito per la vittoria e lo considero tale anche per il torneo che sta per incominciare.
D: Grazie “nonno”…ci vediamo lunedi 28 per l’avvio della nuova stagione, buoni dadi!

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Intervista#3 – Adriana Del Fabbro

Terzo appuntamento con le interviste dedicato alla lady del bg friulano:

D: Carta d’identità: nome e cognome
R: Adriana Del Fabbro
D: Data di nascita: puoi bluffare sull’anno se vuoi…
R: Vecchia come un cucco, ma nata nel dì del Santo protettore italiano..(ride)
D: Dove abiti?
R: Vivo a Udine, “furlanissima” da generazioni, nata in uno splendido convento…si si avete capito bene!! I miei avevano acquistato quel casermone che era un ex convento (1632) dei frati camaldolesi.
D: Di cosa ti occupi nella vita lavorativa?
R: Impiegatissima in una distilleria, infatti la mattina per far quadrare i conti della giornata si inizia con un sorso di grappa.. (ride)
D: E veniamo alle domande cattive…un difetto (c’è di sicuro) e un pregio (se c’è) che ti riconosci.
R: Difetti tanti sicuramente, ma anche molti pregi che mi riconoscono solamente le persone che mi stanno più vicine. In primis (mi vanto) mi piace ricordare l’assoluta sincerità e la disponibilità verso gli altri, corro sempre in aiuto quando vengo interpellata. Odio l’ipocrisia.
D: Primo pensiero al mattino?
R: Uffff troppo presto per alzarsi…infatti alle 7 inesorabilmente suona, comunque parto positiva e allegra.
D: Ultimo pensiero alla sera?
R: Beh nell’addormentarmi chissà perchè il mio cervello si mette a fare un riepilogo della giornata e mi addormento con le ultime notizie del giornale radio e medito su ciò che accade nel mondo a 360°. Scusate ma a volte vorrei rivivere i momenti della fanciullezza e di quel mondo più umano e pulito nei quali si giuocava con i noccioli delle pesche e quando giocando a casetta il mio caffè non era altro che la terra messa dentro il coperchio di una scatola in latta della crema delle scarpe esaurita.
D: Quando hai imparato a giocare a BG?
R: Il backgammon l’avevo incontrato sul mio cammino negli anni ’80, poi smarrito per strada, fintanto che alcuni anni fa mi ritrovai per un breve weekend a Seefeld vicino ad Innsbruck proprio nell’hotel in cui si svolgeva il rinomato torneo. Fui molto incuriosita da un ticchettio che udivo in una sala, affacciandomi capii subito di che si trattava. Al mio rientro a Udine mi sono data una mossa per sapere se anche qui si giocava ed eccomi approdata alla corte del Presidente Bruno Grizzaffi, conobbi anche Mauro Soster, ricordo infatti che a quel tempo c’erano due clubs.
D: Oltre che al club, dove giochi di solito?
R: Oltre al club gioco online qualche torneo dove si possono incontrare giocatori anche molto forti e di tutto il mondo. Ma resto sempre dell’avviso che il “live” sia più affascinante.
D: Titoli/piazzamenti in carriera?
R: Da alcuni anni partecipo a qualche torneo, diciamo, dietro l’angolo: Roma, Jesolo, Cavalese, Nova Gorica, Velden. Il primo torneo live è stato Jesolo 2003 e mi sono presa una bella soddisfazione: ho vinto non nel Città di Jesolo, bensì in un torneo di contorno organizzato dal “capo” di allora degli EU_IT, 16 iscritti, tutti EU_IT, vinsi con un signore che di nick faceva Aquarius ed era (ora non gioca più) uno dei più forti in circolazione. Da lì ad un mese andai in quel di Roma e vinsi, alle 3 del mattino, il Consolation Intermediate dopo quasi 24 ore consecutive che stavo in piedi. Nel 2004 a Cavalese un bel doppio Plesec-Del Fabbro vinse il Coppia Davis (Damian Plesec è un forte, stimatissimo giocatore, vero gentleman di Lubiana). Nel 2007 a Nova Gorica sembra un nulla ma vincere un One-Point su un tabellone di 64 giocatori…una soddisfazione come se avessi vinto il torneo principale. Alcuni mi hanno detto che il One-Point è più difficile di quanto sembri, io ricordo solo che mi sentivo spacciata ad ogni lancio ma evidentemente la fortuna e la capacità di quel giorno…(ride) si vede che ero ispirata gli ho stesi tutti. L’altro One-Point per la cronaca lo vinse sempre un EU_IT, Toled di Napoli (ndr: al secolo Federico Toledo).
D: Chi è la tua bestia nera al tavolo e chi quella su internet?
R: Non lo so, è appena partita la stagione, chiedi a Oblach…(ride) ciao Fabio! Su internet? Il server su cui gioco, spesso e volentieri le sequanze di dadi sono allucinanti, non lo dico per giustificarmi, si sa è un programma che genera i dadi. Sempre online non esiste una persona in particolare.
D: E l’avversario modello “materasso”?
R: Può essere solo una persona che ha conoscenza vaga del gioco e dell’uso del videau, fondamentale in questo gioco.
D: Da cosa nasce il nick Piroetta1?
R: E’ una storia della quale non voglio parlare, mi porta tristezza, ma continuo a mantenere questo nick in onore di una bimba a me carissima.
D: BG a parte, coltivi altri hobbies?
R: La lettura impegnata, a volte il teatro, lo sci ed un tempo il tennis che purtroppo non coltivo più e quando posso viaggiare, sono innamorata del mondo, sono una curiosa infatti le mie vacanze sono sempre orientate a posti in cui posso arricchirmi.
D: Adriana in cucina?
R: Hhm..tasto dolente..comunque quando cucinavo di più ricevevo i complimenti sinceri (con la S maiuscola) dai miei amici, no dai se mi impegno la ciambella riesce sempre con il buco.
D: Un pronostico per il Campionato Sociale? Il Presidente non si è sbilanciato, dacci tu un po’ di soddisfazione…
R: Sicuramente un uomo! Mi sbilancio solo nel dire che lo vedo nella cerchia dei primi sei dello scorso anno. Tra le donne? Io vero, e chi se no?? A proposito a fine anno una rosa da ogni maschietto…
D: Abbiamo finito.
R: Grazie, Adriana alias Piroetta1.

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Intervista#2 – Bruno Grizzaffi

Il secondo appuntamento de La Compagnia del Backgammon riservato alle interviste è dedicato al Presidente, Bruno Grizzaffi:

D: Presidente, tracciamo un bilancio dell’anno zero, quello della rinascita del backgammon a Udine.
R: E’ già tempo di bilanci? Giusto, in questi giorni ricorre il primo anniversario della Compagnia del Backgammon. Un anno positivo. Testimoniato dalla presenza numerosa (22 partecipanti, e tra questi ben 8 volti nuovi alla prima serata della stagione agonistica 2008-2009). 
D: Quali obiettivi si pone per la stagione appena iniziata?
R: Consolidare le nostre tradizioni.
D: La diffusione del gioco è sempre un tema attuale per i clubs. Tre idee per farsi conoscere.
R: Appunto, si fa presto a dire “consolidare le nostre tradizioni” e a parlare di passione. Quest’anno, insieme agli infaticabili Filippo e Gabriele, ci siamo posti l’obiettivo di capire cosa e chi sta dietro al backgammon in una città come Udine. Abbiamo inoltre tentato anche di capire cosa sta succedendo al sistema udinese del “gioco”. Uno sforzo, appagante e faticoso. Abbiamo osservato, ascoltato in silenzio, per percorrere la traiettoria migliore e capire cosa significa giocare a backgammon… Per noi è un concetto senza compromessi ed a volte poco attuale e scomodo. Per molti, si intende. Ma tutto è relativo… Ecco le nostre tre idee: 1) La Compagnia del Backgammon vuole essere un luogo ove non avere timore di confrontarsi al gioco come prova generale, un confronto in miniatura di quello con il caso che governa l’esistenza;  2) imparare con il nostro contegno che bisogna amare il gioco per il gioco, al di là del risultato, che è soltanto uno dei momenti, non l’essenziale; 3) ovviamente “contenitore” dove poter praticare la nostra passione.
D: Tante novità in programma per il 2008/2009: partiamo dalla nuova sede.
R: Parliamone…ospitale, giovane e candidata a diventare la “capitale” udinese dei giochi, intesa come “piazza” del gioco. Ma parliamo anche delle nostre divise (grazie a Federico della Stamperì di Via Grazzano) e della nuova formula…
D: A cosa è dovuto il restyling della formula del Campionato?
R: E’ il frutto dell’ascolto di cui parlavo prima. Una risposta, un tentativo per proporre nuove occasioni per giocare a backgammon. Il numero delle prove, infatti, è stato portato da 15 a 18 integrando gli ormai tradizionali tornei con nuove prove speciali. Non ci dimentichiamo inoltre del torneo natalizio e di quello estivo…
D: Pur essendo una realtà importante il backgammon a Udine resta comunque ai margini del circuito nazionale. E’ solo una questione logistica?
R: Non credo, forse è dovuto al nostro essere “udinesi”. Essere udinesi come volontaria solitudine, pigrizia ed isolamento.
D: Lo scorso anno il Campionato è stato molto combattuto e la formula Play Off lascia aperte le porte a tutti, ma Le chiedo tre nomi che si stupirebbe di non vedere giocarsi il titolo quest’anno.
R: Scusa, se questa è un’intervista ufficiale non cadrò mai nella tua provocazione di pronunciare nomi. Anche se non mi stupirò di vedere, seduta davanti al tavolo della finale, una ragazza. 
D: Un outsider per il 2009?
R: Appunto…
D: Un augurio agli appassionati.
R: Un augurio? E io pensavo invece ad una minaccia a partecipare numerosi agli appuntamenti. Un augurio, un ringraziamento doveroso agli sponsor che hanno rinnovato e confermato il loro appoggio: Stamperì di Via Grazzano, Prosciuttificio Dall’Ava di San Daniele e dell’udinese 33cento di Piazza Bolzano, Gioelleria Antonutti Franz di Via Rialto, Bugatti Uomo e Donna di Via Rialto, e ai nuovi Maurizio, Franco, Yvonne e la mascotte della Compagnia, il piccolo Nicolas.

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Intervista#1 – Francesco Zecchini

Primo appuntamento con le interviste della redazione obbligatoriamente dedicato al fresco Campione udinese 2008. Iniziamo:

D: Nome e cognome?
R: Francesco Zecchini
D: Dove vivi?
R: Gemona del Friuli
D: Professione?
R: Ingegnere civile
D: Soprannome o nick?
R: Yoda
D: Perchè usi questo nick, sei un fan di Star Wars?
R: Mi piace Star Wars, in particolare Yoda, un essere dall’apparenza innocua che con la forza della mente può fare qualsiasi cosa (tipo un 6-6 in un finale di partita in corsa)
D: Chi è a questo punto il tuo Dart Fener, o bestia nera che dir si voglia, al tavolo?
R: Le statistiche parlano chiaro, il mio Dart ha assunto le sembianze umanoidi di Filippo Gottardis, non so ancora come sia riuscito a batterlo nelle semifinali
D: Da quanto giochi a backgammon?
R: Gioco in famiglia (fratelli e sorelle) da una decina d’anni, da 3-4 anche al computer ed in rete, il che mi ha aiutato molto ma alla fine anche stufato, giocare dal vivo è molto più divertente
D: Dove giochi online?
R: Gioco su Rengames col nick EU_IT_yoda ma ultimamente latito un po’…
D: Titoli vinti in carriera (escluso l’ultimo)?
R: Nessuno
D: Usi, in caso affermativo quale, qualche software per migliorare il tuo gioco?
R: Mi diletto talvolta con GNU, ma è scoraggiante scoprire che ogni volta che vinci è perchè sei stato fortunato…
D: Non ti abbiamo mai visto scomporti al tavolo, ma c’è qualcosa che ti fa arrabbiare?
R: Al tavolo è difficile che mi arrabbi, ma devo dire che l’ambiente al circolo aiuta molto, siete tutti molto simpatici e prendete il gioco allegramente. Inoltre ritengo che quando uno si incacchia (magari per una serie di tiri sfortunata) peggiora di molto il suo livello di gioco entrando, percosì dire, in una spirale senza uscita. Quindi mi sforzo, per quanto possibile, di avere sempre un atteggiamento freddo e distaccato.
D: Il tuo peggior difetto al tavolo, così me lo segno per l’anno prossimo?
R: Forse non riesco a “tarare” il mio tipo di gioco a seconda dell’avversario che ho di fronte, ma gioco sempre uguale. Inoltre faccio molti errori nelle decisioni di cubo. E poi mi fermo qua, altrimenti l’anno prossimo mi distruggi…
D: Cosa rispondi a chi dice che sei troppo “difensivista”?
R: Mah, sicuramente non ho uno stile spettacolare, difficilmente imposto il match in back game, ma tendo ad effettuare giocate semplici e lineari, probabilmente perchè non sono in gardo di valutare al meglio situazioni troppo intricate (mannaggia, mi è scappato un altro difetto…)
D: Un voto e poche parole per i tuoi principali avversari in stagione?
R: Ora rischio di far arrabbiare qualcuno, ma spero che tutti comprendano lo spirio goliardico dell’intervista
Carpignano: 7 il calcolatore timido; Grizzaffi: 7 fonzie (mi ricordo ancora quel suo bellissimo giubbotto in pelle nera); De Bortoli: 7 lo scanzonato; Michielin: 7 l’allegro; Cadorini: 7 il saggio; Cornacchini: 7 il reporter; Del Fabbro: 7 la precisa; Oblach: 7,5 il serafico; Occhialini: 7,5 il killer dal cuore tenero; Gottardis: 7,5 il duca (sempre elegante nel vestire, nei modi e nel gioco); Gollin: 7,5 la pantera rosa; Zecchini: 7 materazzi (in pericolo spazzo sempre)…
D: Certo che sei proprio un moderato. Quando hai capito che potevi vincere il titolo?
R: In realtà mai, anche negli ultimi tiri dell’ultima partita poteva succedere di tutto
D: Complimenti Zec! Lancia la sfida per l’anno prossimo se credi di poterti ripetere…
R: Non mi sento affatto un campione, ma solo uno che nelle ultime partite ha avuto più fortuna degli altri, ripetermi sarà dura, diciamo che l’anno prossimo punto alle semifinali. Grazie a tutti e a presto.

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